Il Pittore e la ragazza

Titolo Articolo:

Il pittore e la ragazza

“Margriet de Moor descrive magistralmente il modo in cui l’arte atraversa il confine tra vita e morte, presente e passato” Vrij Nederland

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  ♦ CATEGORIA:            Romanzo
  ♦ AUTORE:                  Margaret De Moor
  ♦ TITOLO:                    Il pittore e la ragazza
  ♦ SOTTOTITOLO:        \
  ♦ CASA EDITRICE:     Neri Pozza
  ♦ ANNO EDIZIONE:     2012
  ♦ TIPO COPERTINA:   brossura (morbida)
  ♦ FORMATO:                21,5 x 13,9 cm
  ♦ NUMERO PAG:         238
  ♦ ILLUSTRAZIONI:      \
  ♦ PREZZO:                   16,5 €

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3 maggio 1964 Amsterdaam – Le strade della città sono percorse da gente eccitata di ogni categoria sociale che si dirige tutta nella stessa direzione: la piazza del municipio dove verrà eseguita la condanna per strangolamento di una giovane ragazza danese, la diciottenne Elsje Chritiaens, accusata del crudele omicidio di una donna proprietaria di una locanda.
Il grande artista Rembrandt si sta recando a piedi alla bottega dello speziale ove deve acquistare pigmenti ed altro materiale per proseguire nel lavoro di un dipinto cui sta lavorando in quel periodo: “La Sposa Ebrea”.
E’ perso come ogni artista nei suoi pensieri, colori, toni, tutto quello che osserva viene indagato dalla sua mente come se dovesse riprododurlo sulla tela, ma anche ricordi, perchè dopo il fallimento finanziario che lo ha costretto a far vendere all’asta tutti i suoi dipinti e la lussuosa magione ove viveva per ripagare i numerosi debitori e dopo la morte della sua adorata moglie Else per peste la vita ha colpito duro e da tempo non è più il pittore più in auge della città. E’ ignaro del motivo di tanta eccitazione e viene a conoscenza da una donna, dopo averla interrogata sull’uscio mentre si appresta anche lei ad uscire per recarsi ad assistere all’evento, di quello che sta per accadere, caso peraltro raro con imputata coinvolta una giovane di 18 anni.
Inizia così questo romanzo, nel quale l’autrice fa rivivere le atmosfere della fervente Amsterdam del 17° secolo, unendo due vicende, quella storicamente documentata di questa giovane danese condannata a morte per strangolamento e quella del grande maestro Rembrandt Van Rijn, che ne fisserà la memoria per i posteri con due disegni.
Il romanzo si snoda lungo due percorsi narrativi paralleli, quello del pittore, “attuale”, nell’arco dell’intera giornata di maggio, e quello della giovane, che si snoda nell’arco del periodo di tempo necessario dal momento della decisione di partire per raggiungere Amsterdaam e viverci per circa due settimane.
Veniamo così ad apprendere di questa giovane contadina di una piccola località di provincia del regno di Danimarca, forse molto ingenua, orfana di entrambi i genitori ed ospitata da una famiglia contadina di parenti di cui rimane solo il padre anziano, che fino a poco tempo prima aveva aiutato la sorella maggiore a realizzare materassi da vendere. Apprendiamo della partenza della sorella maggiore alcuni mesi prima in cerca di fortuna verso quella che allora era considerata una metropoli moderna fervente di commerci, Amsterdaam, e del desiderio maturato in breve di Elsje di raggiungerla per conoscere il mondo approfittando del piccolo sacchetto con un piccolo gruzzolo di denaro che la prima le aveva lasciato di nascosto come se fosse stato un tacito invito a seguirla.
Nei vari capitoli verrà descritto il difficile viaggio via mare di questa ragazzina sola ma decisa, il mare del grande Belt ancora gelato, le tempeste di neve, l’attraversamento di terre ancora innevate della bassa Danimarca aggregata ad un’anziana donna benestante che doveva raggiungere il porto commerciale di Ribe sulla costa occidentale del regno, dell’ultimo tratto su di un’iimbarcazione che trasportava buoi fino ad Amsterdaam, della ricerca vana della sorella maggiore che non troverà e del rapido esaurirsi del poco denaro rimastole, fino al litigio con l’anziana locandiera che la ospitava da due settimane e che aveva preteso il saldo senza che Elsje fosse in grado di onorarlo.
E’ probabile che la locandiera avesse proposto, come era consuetudine in quei tempi per giovani ragazze prive di mezzi, ad Elsje di prostituirsi nella locanda per ripagare il debito e che quest’ultima avesse reagito con rabbia sfogando tutta la frustrazione accumulata e che il litigio fosse degenerato nell’atto dell’omicidio truce, commesso da Elsje con un’accetta abbandonata da un operaio vicino porta della cantina infierendo diverse volte sul corpo della locandiera.
La ragazza sarebbe stata raggiunta da diversi passanti che dall’esterno avevano udito le urla e tentando di fuggire sarebbe stata acciuffata e portata in Municipio, dove sarebbe stata interrogata per più giorni e condannata alla fine allo strangolamento al palo.
Da parte invece del pittore, l’autrice fa rivivere la sua giornata dopo l’acquisto in bottega dei pigmenti e la sua lunga conversazione con lo speziale, la sua passeggiata per rientrare nella sua attuale casa, molto più modesta, ove aveva anche il suo nuovo studio, accompagnata da riflessioni sull’arte, ricordi del suo recente passato, degli insuccessi che aveva dovuto digerire come il rifiuto della grande tela che gli era stata commissionata dall’autorità municipale e che avrebbe dovuto celebrare la storia di Amsterdaam ma che era stata rifiutata dalla committenza in modo umiliante per l’artista, rimossa e fatta recapitare di nuovo a casa sua in quanto non compresa.
Apprendiamo dei ricordi tristi della morte prematura di diversi suoi figli, del ricordo della sua amata Else deceduta per peste, del suo declino artistico in un ambiente storico sociale in cui stavano emergendo nuovi idoli artistici più di moda come Rubens.
Apprendiamo del rientro il primo pomeriggio del giovne figlio che, a dispetto dell’opinione del padre, aveva assistito all’esecuzione e che alla fine gli racconta le ultimi drammatiche fasi della vita di Elsje, di come fosse fatta uscire da una porta laterale al primo piano del Municipio avanzando su una passerella di legno ad elle accompagnata dal secondino padre e figlio e fatta sedere su uno scranno con un palo alle spalle cui era stata legata, di come inizialmente fosse rimasta innaturalmente tranquilla ma come quando il boia aveva tentato di strangolarla inizialmente in modo maldestro lei si fosse divincolata urlando.
Terminata la tragica esecuzione, il corpo era stato trasportato fuori Amsterdaam, su un lembo di terra lambito dal fiume Ij, Volewijck, e posizionato legato a dei pali accanto ad altri cadaveri di condannati a a morte a monito per tutti con l’oggetto del reato, l’accetta, penzolante accanto a lei.
Il cerchio si chiude con Rembrandt che, collocato il materiale per disegnare in una sacca, si fa trasportare nel tardo pomeriggio del giorno stesso dell’esecuzione presso Volewijck in barca, ed accucciatosi alla base del palo ove era affisso il cadavere della giovane, con il volto ancora fissato nell’ultima espressione della morte e non ancora corrotto dalle intemperie, dalla consuznzione e dagli animali, ne trarrà su due piccoli ritagli di carta due memorabili disegni di una freschezza, semplicità e sicurezza del tratto, che eterneranno nei secoli a venire la triste vicenda di questa sfortunata ragazza.
Le ultime pagine sono forse quelle che fanno venire di più brividi di emozione se ci si riesce ad immedesimare nella testa dell’artista percependo così la tensione che anticipa la stesura dei primi segni di inchiostro sulla carta, guardando con i suoi occhi il soggetto visto dapprima davanti di tre quarti e poi di lato, udendo accanto al vento che lambisce questa striscia di terra il rumore del graffiare rapido del pennino sulla carta e assistendo all’immagine che magicamente prende forma e nuova vita grazie alla mano del maestro sul foglio.
Ho amato molto questo romanzo, sia perchè amo l’ambientazione storica, sia perchè come persona che si cimenta con l’arte mi identifico forse più facilmente con l’artista ed infondo nuova linfa ai miei sogni di migliorare.
In ogni caso vi suggerisco di leggerlo.

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