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Il piccolo libro dei colori

- Titolo Libro Recensito -

Il piccolo libro dei colori

Un affascinante excursus sui significati nascosti dei colori dello storico e antropologo Michel Pastoreau.

  ♦ CATEGORIA:            Saggio
  ♦ AUTORE:                  Michel Pastoreau
  ♦ TITOLO:                    Il piccolo libro dei colori
  ♦ SOTTOTITOLO:        \
  ♦ CASA EDITRICE:     Monte alle grazie
  ♦ ANNO EDIZIONE:     2021 (ristampa)
  ♦ TIPO COPERTINA:   brossura (morbida)
  ♦ FORMATO:                11.5 x 18,5 cm
  ♦ NUMERO PAG:         105
  ♦ ILLUSTRAZIONI:      NO
  ♦ PREZZO:                   10,0 €

Tempo di lettura: 4 min

Siamo circondati nella vita di ogni giorno da migliaia di colori diversi, a volte sgargianti, a volte più delicati e probabilmente i messaggi e significati ad essi sottintesi ci sono diventati così scontati da non chiederci perché quel determinato cartello per esempio di sicurezza viene sempre riprodotto nel tal colore piuttosto che in un altro o perché in determinate confezioni o pubblicità si predilige una tonalità piuttosto che un’altra.

Sarà perché amo dipingere e sono attratto dai colori saturi, contrastati, decisi (anche se poi nella mia pittura non riesco sempre a riprodurli come vorrei) che sono sono attratto dai saggi che affrontano tali tematiche. I colori ed il mondo che orbita loro attorno mi affascina molto.

Leggendo questo agile libricino si è aperta una porta su un mondo ricco di spunti stimolanti e potreste trovarlo molto interessante. Nella forma di un dialogo/intervista tra lo storico e antropologo Pastoreau e Dominique Simonnet sarete introdotti nel mondo dei simbolismi dei colori, un mondo complesso, un labirinto di significati e dei suoi contrari. Impareremo come ogni settore della civiltà, dalla scienza all’architettura, dalla moda alla pubblicità fino alla mentalità religiosa sono intrisi di tali significati nascosti che condizionano e hanno condizionato fortemente i comportamenti umani. Ci verrà spiegato come i colori veicolino codici, tabù, pregiudizi cui noi obbediremo senza rendercene conto, come influenzino profondamente l’ambiente che ci circonda, il nostro comportamento, il nostro immaginario. Apprenderemo che la loro storia nel tempo è stata molto travagliata e che il significato nascosto da loro assunto o fatto loro assumere è cambiato più volte nel tempo con il mutare della società e dei suoi usi e costumi.

“[…] I colori rispecchiano infatti i mutamenti sociali, ideologici e religiosi, ma restano anche prigionieri dei mutamenti tecnici e scientifici. ciò comporta gusti nuovi e, necessariamente, attribuzioni simboliche diverse.”

Ho appreso dalla scorrevole lettura che nelle società primitive/antiche il sistema di colori fondamentali con i loro significati reconditi era ridotto solo a tre, il nero, il rosso, il bianco (basti pensare ad esempio alle pitture rupestri) e che la loro esistenza non era dovuta a scelte preordinate ma quasi sempre alla loro disponibilità in natura e facilità di ottenimento. Non ero a conoscenza che a partire dal XII secolo a seguito delle mutate esigenze, servissero più colori per rispecchiare le diversità della società e quindi si sia passati da un sistema di tre colori fondamentali ad uno a sei con l’aggiunta del blu, del verde e del giallo.
“[…] Bisogna scordarsi dell’arcobaleno! Per la cultura europea, esistono sei colori principali, e sono quelli che evochiamo spontaneamente: blu, rosso, bianco, verde, giallo e nero. La percezione che ne abbiamo può cambiare secondo la luce, secondo il supporto,, secondo l’epoca […] ma non può cambiare ciò che essi rappresentano! Non la loro identità profonda! Un colore è una categoria dello spirito, un insieme di simboli. Prova ne è che i sei colori di base sono i soli a non avere i referenti.
Cosa intende dire?
Che si definiscono in maniera astratta senza aver bisogno di un riferimento nella natura, al contrario di quelle che vengono chiamate mezze tinte: il viola, il rosa, l’arancio, il marrone; quanto al grigio è un pò prticolare. Quelle quattro mezze tinte devono il loro nome a un frutto o a un fiore […]”

L’avreste mai detto che la mescolanza dei colori si tratta di un’idea recentissima? Nei tempi antichi avrebbero saputo ottenere quel colore in modo diretto e non avrebbero pensato ad ottenerlo tramite la mescolanza di altri. E’ stato prima con la scoperta dello spettro ad opera di Newton e poi solo a partire dal XVIII secolo che si è cominciato per esempio a mescolare il blu con il giallo per ottenere il verde.

Nei vari capitoli dove vengono trattati i sei colori fondamentali e poi in quelli dove si parla delle mezze tinte (come il rosa, il viola, etc) il libro è davvero ricco di informazioni interessantissime. Per esempio lo sapevate che nei testi scientifici di ottica si legge che l’occhio umano è in grado di percepire al massimo solo 200 sfumature e non certo i milioni di sfumature promessi dall’attuale tecnologia dei tv o telefonini o computer?
Per esempio il blu: sapevate che lo splendido tono blu usato per le vetrate delle cattedrali gotiche francesi si chiamava cafro, che era costosissimo e che in seguito sarà chiamato blu cobalto? E’ un blu che uso tantissimo…
Sapevate anche che il blu venne adottato non solo dalla Chiesa associato alla luce divina ma anche dal re di Francia Filippo Augusto per le vesti regali e che da quel momento la sua richiesta divenne altissima, sviluppandosi una coltivazione intensiva di una pianta per metà erba e metà arbusto chiamata “guado” prodotta in palle chiamate coques dal nome Cocagne (da cui paese delle Cuccagna) che portò una grande ricchezza e sviluppo economico nelle zone di produzione? Sapevate che dopo la controriforma fu uno dei tre colori “sobri” adottati che ne fecero la fortuna come colore soprattutto poi a partire dal XVIII secolo dagli europei e ancora oggi è considerato colore elegante negli abiti maschili? Oppure sapevate inoltre che sempre a partite dal 1720 fu scoperto il nuovo “Blu di Prussia” e poi dalle Americhe e Antille arrivò l’Indaco che aveva un potere colorante maggiore del guado e che fu alla base della tintura anche dei jeans inventati a San Francisco dal sarto ebreo Levi Strauss?

Potrei continuare a citare parti del libro ove vengono trattati tutti e sei i colori del sistema fondamentale e le mezze tinte, ma preferisco fermarmi qui suggerendovi questa interessante lettura.

Clicca sul cuore se hai apprezzato l'articolo, grazie!

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